Qual è il consumo di AdBlue in un’auto diesel?

Consumo di AdBlue nelle auto diesel: persona rabbocca il serbatoio con tanica blu e imbuto

L’utilizzo dell’AdBlue è ormai obbligatorio per i motori diesel da circa 10 anni. Infatti, nel gennaio 2016 fu introdotta la normativa europea volta a ridurre le emissioni di ossidi di azoto, la quale appunto prevedeva l’utilizzo dell’additivo sui diesel Euro 6. Ma qual è il consumo di AdBlue medio in questi veicoli?
Nelle prossime righe analizzeremo nel dettaglio livelli e modalità di consumo nelle varie tipologie di mezzo e ci soffermeremo anche su un aspetto alquanto importante per automobilisti, aziende e distributori di AdBlue, ovvero: come risparmiare sul prezzo di acquisto?

Una stima sul consumo di AdBlue

Prima di addentrarci alla ricerca di una risposta su a quanto ammonta il consumo di AdBlue in un motore diesel, facciamo un breve ripasso. L’additivo si compone di una soluzione composta da urea tecnica al 32,5% e acqua demineralizzata al 67,5%. Può essere impiegato nei motori diesel dotati di sistema SCR, il quale inietta l’AdBlue direttamente nel flusso dei gas di scarico, dove, a contatto con le alte temperature, la soluzione si trasforma in ammoniaca. Quest’ultima reagisce chimicamente con gli ossidi di azoto, convertendoli in azoto atmosferico e vapore acqueo, due composti innocui.

Torniamo ora al nostro quesito principale, ovvero qual è il consumo AdBlue nei motori diesel?
La risposta è “dipende”, in quanto varia in base a numerosi fattori. Va però detto che il consumo di AdBlue è relativamente basso se proporzionato a quello del carburante. In linea generale, un veicolo diesel Euro 6 brucia tra 1 e 2,5 litri di AdBlue ogni 1.000 chilometri percorsi.
In sostanza, il consumo di AdBlue corrisponde in media al 3–7% del consumo di gasolio. Ciò significa che, per ogni 100 litri di carburante, un’auto consuma circa 3–7 litri di AdBlue.

Differenze in base alla categoria del veicolo

Il tipo di veicolo utilizzato incide in maniera sostanziale sul consumo dell’additivo:

  • citycar. I veicoli usati prettamente in ambito urbano consumano mediamente meno di 1,2 litri ogni 1.000 km. In molti casi, un pieno di AdBlue può durare anche più di 15.000 chilometri.
  • berline e SUV. La massa maggiore e i motori più potenti fanno aumentare i consumi tra 1,5 e 2,5 litri ogni 1.000 km. L’autonomia varia mediamente tra i 7.500 e i 12.000 chilometri con un serbatoio pieno.
  • veicoli commerciali. I furgoni sono soggetti a carichi pesanti e a lunghi tragitti extraurbani, che si traducono in consumi più elevati, spesso tra i 2,5 e i 3 litri per 1.000 km.

Quali fattori influiscono sul consumo di AdBlue?

Il consumo dell’AdBlue è soggetto a diverse variabili. Nel paragrafo precedente abbiamo osservato come anche la tipologia di veicolo influisca sull’utilizzo dell’additivo. Quali altri fattori determinano i livelli di consumo?

Stile di guida

Lo stile di guida ha un impatto diretto sia sul consumo di carburante che sulla quantità di ossidi di azoto (NOx) prodotti dal motore, e di conseguenza anche sul consumo di AdBlue.

  • Guida tranquilla e progressiva: accelerazioni dolci, velocità costante e uso moderato del motore mantengono bassi i livelli di NOx, riducendo l’attivazione del sistema SCR e l’utilizzo di AdBlue.
  • Guida aggressiva o sportiva: accelerazioni improvvise, sorpassi frequenti e velocità sostenute aumentano la temperatura e lo stress del motore, generando maggiori emissioni e quindi un maggiore fabbisogno di additivo.

Condizioni del percorso

La natura dei tragitti quotidiani può determinare maggiori o minori consumi di AdBlue nei motori diesel.

  • Percorsi urbani: il motore lavora spesso a regimi bassi, con frequenti arresti e ripartenze. In queste condizioni, il sistema SCR si attiva in modo meno continuo, portando a un consumo di AdBlue generalmente più contenuto.
  • Autostrade e strade extraurbane: a velocità costante e più elevate, il motore opera a temperatura ottimale e produce una quantità maggiore di NOx, con conseguente incremento dell’uso di AdBlue.

Cilindrata del motore

Non tutti i motori diesel reagiscono allo stesso modo. La cilindrata e il tipo di propulsore sono strettamente correlati alla produzione di NOx.

  • Motori di grande cilindrata (ad esempio 2.0 o superiori): generalmente più efficienti a bassi regimi, tendono a mantenere una combustione più stabile e quindi a produrre meno ossidi di azoto in condizioni normali.
  • Motori piccoli (come 1.5 o 1.6): a parità di prestazione richiesta, devono lavorare con maggiore sforzo, soprattutto in autostrada o con carico, producendo più NOx e consumando più AdBlue.

Inoltre, anche le differenze nei sistemi di gestione elettronica e nel software della centralina possono modificare la strategia di dosaggio dell’additivo.

Condizioni climatiche

Il sistema SCR è sensibile alla temperatura e alle condizioni ambientali. A temperature molto basse, l’AdBlue può cristallizzarsi (il punto di congelamento è intorno a -11 °C). Anche se ritorna liquido una volta riscaldato, in fase di avvio l’efficienza del sistema può essere temporaneamente ridotta.
A temperature elevate invece, l’evaporazione del liquido è minima, ma il calore ambientale può accelerare alcune reazioni chimiche e ridurre l’efficienza generale del catalizzatore.

Usura del veicolo

Con il passare del tempo, anche i motori più efficienti tendono a perdere un po’ della loro efficienza originale, influenzando indirettamente il consumo dell’AdBlue. Ad esempio, un impianto di scarico intasato, una valvola EGR mal funzionante o un filtro antiparticolato non rigenerato correttamente possono alterare la qualità dei gas emessi, inducendo il sistema SCR a iniettare più additivo per ottenere lo stesso risultato.

Qualità dell’AdBlue utilizzato

Un altro fattore spesso sottovalutato è la qualità del prodotto utilizzato. Infatti, i rabbocchi con liquido scadente e non certificato possono alterare il dosaggio, causare inefficienze o portare al blocco del sistema, con il rischio di consumi anomali o malfunzionamenti.
L’AdBlue deve essere conforme alla normativa ISO 22241: solo così si garantisce la purezza dell’urea e l’assenza di contaminanti che potrebbero danneggiare il sistema SCR. Sul sito di AdBlueGreen troverai solo prodotti certificati e conformi alle normative europee.

Quanto costa l’AdBlue e come risparmiare?

Il prezzo dell’AdBlue è indubbiamente soggetto alle fluttuazioni del mercato. Attualmente, il costo medio per tanica oscilla tra i 15 e i 16 €. Quindi, come risparmiare sul prezzo finale?

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